Gayngs – Relayted (2010)


Gayngs

Relayted


Jagjaguwar (11 Maggio 2010)
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Leccato e sovraprodotto, Relayted è evidente figlio della stagione trip-hop, anche se il mood che vi si respira, per quanto sia inappropriato definirlo solare, ha certo un aroma meno malinconico. Così è facile pensare a quell’altra stagione, esteticamente non così distante da Bristol, che ha come esponenti Air, Zero7, Bent e altri che mescolavano downtempo con easy-listening.
La partenza di Gaudy Side, sensuale e melliflua, è già un’ottima chiave di lettura dell’esordio dei Gayngs, ma l’apoteosi è raggiunta con No Sweat: un pianoforte cadenzato, un ritmo simil-Teardrop, break improvvisi che aprono squarci di Hammond e sassofoni, un cantato via via più intenso, una coda psichedelica con tanto di chitarra floydiana (altrove è ancora più evidente il debito verso certe liquidità à la Gilmour, sentire ad esempio Spanish Platinum o The Walker) che sfuma nel mantra percussivo di False Bottom, sovrastato da feedback, sassofoni distorti e voci in loop.
Leccato e sovraprodotto, si diceva, senza una sola virgola fuori posto, tanto da rischiare di risultare artificioso e freddo. Ma questa prima impressione viene messa da parte non appena ci si rende conto non solo che il disco suona da dio, ma anche che ispirazione e scrittura sono a livelli stellari. Difficilmente gli amanti di queste sonorità riusciranno a staccarsene.

~ di upgrade2afterlife su 4 agosto 2010.

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