Blitzen Trapper – Destroyer of the Void (2010)
Nel 2008 ho mancato Furr, forse perché avevo sentito il precedente lavoro dei Blitzen Trapper e proprio non mi aveva convinto. Non ricordo bene nemmeno Wild Mountain Nation, tanto che, accingendomi all’ascolto di questo nuovo album, non avevo proprio idea che fosse una roba tipo Wilco meet Beatles. Accostabile, per certi versi, a un Bryan Scary, sia per la tendenza Queen di certi brani (la title-track – prima del cambio che al terzo minuto la trasforma in un hard-rock à la Black Sabbath!), sia per la vena ugualmente frizzante. Non a caso ho nominato i Wilco, visto che Laughing Lover sembra uscire da Summerteeth e che il mood delle due ballate a seguire è un non dissimile alt.country, con pure qualche inflessione del cantato a ricordare Jeff Tweedy. Quello alt.country è in effetti lo stile principale dell’album (Dragon’s Song, Evening Star), cui danno il cambio brani più dichiaratamente beatlesiani (Heaven and Earth – o Fool on the Hill?), altri pienamente folk (The Tree), altri che più seventies non si può (Love and Hate, con tanto di coretti, organi ed effetti simil-Leslie).
In definitiva, album interessante: non perfettamente a fuoco ovunque, ma spesso geniale (Below the Hurricane, Lover Leave Me Drowning, Destroyer of the Void…)


