Bryan Scary and the Shredding Tears – Mad Valentines EP (2009)
Base beatlesiana, a volte spudorata (The Garden Eleanor), a volte spostata verso il glam à la Queen (Andromeda’s Eyes), la disco music (Gambler’s Whirl), l’indie-pop (Bye Bye Babylon ricorda non poco gli Austin Lace di Bossanova – sì, lo so, non li conosce nessuno…). Pure con citazioni Progressive Rock: gli Yes e la PFM, per dire, rispettivamente nelle già citate Andromeda’s Eyes e Gambler’s Whirl.
In attesa dell’imminente terzo disco, finanziato dai fan in questo modo, Bryan Scary alimenta l’attesa con questo EP, che conta 6 tracce molto belle e che confermano un’ispirazione che non tende minimamente a calare. E’ vero che la formula non è cambiata, ma band di questo tipo, che facciano il loro lavoro in modo così splendido e originale, ce ne sono proprio poche (mi vengono in mente gli ottimi Duckworth Lewis Method), quindi mi sta più che bene così.


